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Biologico - Estero - Fiere - Industria - Ingrosso - Logistica - Prodotti



LA LINEA VERDE TORNA A TUTTOFOOD CON DIMMIDISÌ
Biologico
Venerdì 19 Aprile 2019 15:54

La Linea Verde torna a Tuttofood (6-9 maggio), la fiera internazionale del B2B dedicata al food & beverage, con uno stand molto ampio (Fiera Milano, Pad. 1, stand K02 L01) posizionato all’interno di Fruit Innovation, il padiglione della fiera dedicato all’ortofrutta.

“Si tratta di una bella e interessante vetrina che ci consente di presentare a un pubblico ampio i nostri prodotti nell’ottica allargata del fresh convenience food – spiega Andrea Battagliola, direttore generale La Linea Verde – Questo appuntamento ci offre, infatti, la possibilità di essere protagonisti sul palco del food inteso in senso ampio. È proprio la visibilità allargata, sia commerciale che media, che ci ha spinti a partecipare a fiere di questo tipo. Un appuntamento che chiama addetti ai lavori di alto livello del retail e dove poter intercettare interlocutori da cui dipendono strategie di insegna di settore”.

Lo stand de La Linea Verde – DimmidiSì, dove per tutti i giorni della fiera sarà presente il management aziendale, è uno spazio di 100 metri quadrati all’avanguardia e di design, che si distingue per il livello di intrattenimento dei visitatori. Ci sarà, infatti, un cuoco ad animare lo showcooking dedicato alle nuovissime zuppe Gusto d’Oriente e un gioco multimediale sportivo con il quale misurarsi in una discesa di slalom virtuale. L’idea del gioco nasce concettualmente dalla vicinanza valoriale tra DimmidiSì e il mondo sportivo inteso come target attivo, non agonistico, attento a “farsi del bene” a 360° sia con l’attività fisica sia a tavola. Un legame, quello tra DimmidiSì e lo sport, culminato quest’anno nell’inserimento del brand tra i fornitori ufficiali della Fisi ed esaltato in fiera da un video-manifesto che esprime l’intento della marca di sostenere i valori positivi di realtà giovane e dinamica che sempre più le vengono riconosciuti dai consumatori come dimostra la notorietà della marca in netta crescita. Mercoledì 8 maggio, inoltre, presso lo stand DimmidiSì saranno presenti due atleti della nazionale italiana di sci alpino.

Durante la kermesse il lancio di tante novità, a partire dalle Zuppe Fresche DimmidiSì “Gusto d’Oriente”, ispirate a Giappone, Tailandia e India: tre ricette premium realizzate con ingredienti nobili e caratterizzanti, pensate per un nuovo target, quello dei millennials, che apprezza la cucina asiatica, proposte con l’expertise del leader del mercato delle zuppe fresche. Sempre per la categoria delle Zuppe Fresche, verranno presentate due nuove proposte estive leggere e dal gusto. Altre novità riguardano la gamma DimmidiSì Juicing con due nuovi Estratti freschi, mentre i Piatti Unici (le insalatone arricchite) si vestono di novità con due proposte stuzzicanti e appaganti caratterizzate da ingredienti molto gustosi per sedurre un target goloso.

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INNOVAZIONE E RISPARMIO IDRICO, LE NOVITÀ DI ACQUACAMPUS A MACFRUT
Biologico
Venerdì 19 Aprile 2019 14:15

L’innovazione nell’irrigazione in un campo dimostrativo sarà protagonista a Macfrut, la Fiera internazionale dell’ortofrutta (8-10 maggio 2019) in Fiera a Rimini. E’ la rinnovata proposta di AcquaCampus, il progetto in partnership tra i Consorzi di bonifica associati ad ANBI, i laboratori tecnico-scientifici di ricerca del Canale Emiliano Romagnolo e Cesena Fiera. Uno spazio ricco di novità in grado di rispondere alle esigenze più disparate riguardanti il risparmio di risorse idriche in agricoltura e l’ottimizzazione di tutte le tecnologie più avanzate in campo.

In questa edizione l’area dimostrativa ed espositiva del CER di Budrio viene riprodotta in scala all’interno del padiglione e presenta i modelli di sperimentazione concreta in uno spazio più grande di oltre 640 mq complessivi. Quest’anno infatti, oltre al risparmio di acqua per utilizzo agricolo (fino al 30%) si approfondirà un tema più ampio e innovativo come la fertirrigazione, climatizzazione delle colture, sensoristica, utilizzo dei big data che racchiude in se tutte le possibili migliorie nella gestione del campo: + tecnologia, – costi, + resa produttiva.

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“AcquaCampus è la frontiera più avanzata della ricerca su questi temi – commenta il presidente del CER Massimiliano Pederzoli – i mutamenti climatici in atto richiedono capacità di adattamento sempre più sofisticate e la nostra mission è proprio quella di individuarle, adeguarle alla nostra realtà e proporle alle imprese agricole e ai consorzi di bonifica che operano per difesa e sviluppo del territorio”.

“La nostra presenza ad AcquaCampus – aggiunge Francesco Vincenzi, presidente di ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue) – conferma l’attenzione dei Consorzi di bonifica e, più in generale, dell’agricoltura al tema dell’ottimizzazione d’uso della risorsa idrica che, comunque va sempre ricordato, nei campi si usa e non si consuma, contribuendo all’equilibrio ambientale oltre che essere risorsa fondamentale per la nostra alimentazione”.

“L’acqua, insieme ai mutamenti climatici, è un tema sempre più strategico a livello mondiale, insieme al problema della riduzione degli sprechi – dichiara il presidente di Macfrut Renzo Piraccini – Siamo contenti di questa rinnovata partnership che farà toccare con mano le più evolute tecniche del sistema irriguo da parte dei principali leader mondiali”.

E proprio in quest’ottica AcquaCampus può contare su collaborazioni importanti con le multinazionali leader dei rispettivi settori come Toro, Irritec, Bosch e Haifa.

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L’AGGREGAZIONE FUNZIONA, MA SOLO SE È DAVVERO ‘GRANDE’. LA RICETTA DI LUCA GRANATA
Biologico
Venerdì 19 Aprile 2019 11:54

Scrivevo nel mio precedente editoriale sulla battaglia dei prezzi in ortofrutta (“Bollettino di guerra per fragole, kiwi, pere… la battaglia dei prezzi infuria. Ecco perché la perdono sempre i produttori”) che “se per il consumatore la battaglia dei prezzi è un porto delle nebbie, dove è quasi impossibile orientarsi, per i produttori la battaglia dei prezzi è quasi impossibile, forse perduta in partenza. E infatti qual è la ricetta dei produttori davanti alla domanda: che fare? Come risollevare il valore dei prodotti? La risposta è più o meno sempre la stessa: più aggregazione, più ricerca, nuove varietà, più servizio, più valorizzazione, più promozione, più marketing. Quasi sempre però questi sono costi in più per le imprese (si pensi alle certificazioni), che non vengono ripagati dal prezzo finale. E anche l’aggregazione, quando funziona, non sempre è risolutiva”.

E per fare un esempio di aggregazione citavo il caso di Opera per le pere “una grande aggregazione ma i prezzi all’origine restano insoddisfacenti”. Devo alla cortesia e all’attenzione di Luca Granata, n.1 di Opera, una lunga telefonata con un rilievo che accetto senza problemi. Il manager ex Melinda mi ha precisato che quella di Opera non è una ‘grande’ aggregazione, ma una ‘piccola’ aggregazione e che questa, verosimilmente, è la ragione per cui il prezzo delle pere per i produttori resta insoddisfacente. In effetti Opera riunisce meno del 30 per cento dell’offerta complessiva di pere ed evidentemente questo non basta. Prendo atto. Ci vorrebbe una aggregazione almeno del 70-80 per cento per cominciare a cambiare le carte in tavola, suggerisce Granata, e lancia una provocazione: “Proviamo a farla a mo’ di prova, per un anno, se non altro per vedere cosa succede”. In effetti se non si riesce a mettere assieme tutta (o quasi) la produzione di qualità in un territorio limitato (come è per la pera Abate), come è possibile riuscirci per altri prodotti sparsi su e giù per lo Stivale? Comunque varrebbe la pena di prendere sul serio la provocazione di Granata, se non altro per vedere l’effetto che fa (come cantava Jannacci).

Queste considerazioni mi venivano in mente mentre assistevo alla recente assemblea di Fruitimprese dove i numeri del sistema ortofrutta Italia in crisi sono venuti fuori nella loro cruda realtà. E al danno si aggiunge la beffa. Solo pochi giorni prima un servizio di Report su Rai3 aveva sbeffeggiato il mondo dell’ortofrutta con una inchiesta-canaglia tesa dimostrare che i 5 milioni per il Catasto della frutta – primo segnale concreto di attenzione del Governo al settore dopo anni(!) – sono buttati, perché basta una circolare e cambiare la modulistica per avere questo benedetto Catasto. Poca spesa, massima resa.

Insomma piove sul bagnato. L’ortofrutta – pilastro del made in Italy, del benessere, della Dieta mediterranea – derisa e umiliata dal Servizio pubblico televisivo, mantenuto dal canone degli italiani. Invece di valorizzare il lavoro delle imprese che fanno qualità e la esportano nel mondo, nonostante le mille palle al piede del sistema Italia, Report mette in piedi una finta inchiesta giornalistica con un unico scopo: colpire il presidente del Cso, Paolo Bruni, solo pochi giorni prima riconfermato all’unanimità. Forse un regolamento di conti in famiglia, da parte di chi aveva maldigerito la rielezione.

Ma tant’è. Nel teatrino mediatico dell’ortofrutta vanno in scena colpi bassi, agguati, si enfatizzano le ‘zucchine d’oro’ in pieno inverno, il caporalato al Sud, si dà spazio solo ai consumatori che si lamentano dei prezzi, alle denunce dei ‘veleni’ in campagna, mai però si parla di imprese, di competitività, di mercati aperti per gli altri ma non per noi. Ha fatto bene Marco Salvi nell’assemblea di Fruitimprese a parlare di ortofrutta frenata da un sistema Italia che deve ripartire dopo che il prof. Francesco Daveri aveva chiarito che i mercati mondiali stanno andando bene e continueranno nel 2019. E’ l’Europa che frena (soprattutto la Germania, nostro primo mercato), mentre l’Italia è sull’orlo della recessione, la competitività è calante e “la politica guarda altrove”. L’Italia chiacchiera, gli altri fanno. Si parla tanto di Via della seta. Che funziona per la Polonia che manda in Cina le sue mele, per la Spagna che manda la sua uva da tavola, ma non per noi che stiamo ancora arrancando dietro il dossier pere, dopo di che apriremo quelli per le mele e l’uva da tavola. Campa cavallo… Poi scopri che la Polonia ha messo in gioco governo e ministri per trattare con la Cina, così ha fatto la Spagna. E che il Cile per esportare le sue ciliegie ha messo in campo un ex capo dello Stato, Eduardo Frei Ruiz-Tagle, oggi senatore. Poi ci chiediamo perchè la Spagna fa 13 miliardi di export e noi siamo scesi sotto i 5, e come mai la Spagna ci vende prodotti (che anche noi abbiamo) per 1 miliardo all’anno e noi ne vendiamo per 180 milioni ai terribili cugini iberici. Che bella reciprocità…

Insomma il bollettino di guerra sui prezzi della frutta, ma anche degli ortaggi (mesi fa una indagine seria del Consorzio Agribologna mise in evidenza che per sette prodotti orticoli di largo consumo il prezzo all’ingrosso non copre quasi mai il costo di produzione), è l’inevitabile corollario del combinato disposto di due fattori: da un lato un settore produttivo-commerciale frammentato, litigioso, diviso in fazioni e ‘parrocchie’, malato di personalismi; e dall’altro di una politica che “si occupa d’altro”, che si riempie la bocca di ‘eccellenze’ e ‘difesa del made in Italy’ e che poi nulla (o poco) fa a sostegno delle reali necessità delle imprese: costo del lavoro, fisco, logistica, energia, infrastrutture, burocrazia, diplomazia commerciale, ecc.

E la Gdo? E quelli chi li tocca… se la ridono sotto i baffi, sanno di avere il coltello dalla parte del manico. Ogni tanto calano dall’alto le loro ricette (più qualità, più programmazione, più controlli, più sostenibilità, ma tutto a prezzi bassi, ovviamente) e continuano come prima. Sono i veri padroni del mercato, l’Art.62 non gli ha fatto un baffo. Adesso c’è la Direttiva europea sulle pratiche sleali che dovrebbe mettere un po’ d’ordine nei rapporti di filiera, come si dice. Ma intanto il Parlamento la deve recepire, poi bisogna fare i decreti attuativi e stabilire le sanzioni, campa cavallo…

Lorenzo Frassoldati

direttore Corriere Ortofrutticolo

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CAPORALATO, COPAGRI: “NEL SETTORE PERCENTUALE PIÙ BASSA DI IRREGOLARITÀ”
Biologico
Giovedì 18 Aprile 2019 14:20

“Nel 2018 le attività di vigilanza e di controllo in materia di lavoro hanno fatto registrare in agricoltura la percentuale più bassa di irregolarità, con una cifra nettamente inferiore alla media di altri settori, quali l’industria, l’edilizia e il terziario”. Lo sottolinea la Copagri sulla base di quanto si evince dai dati contenuti nel rapporto annuale dell’attività di vigilanza dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, presentato oggi alla presenza del sottosegretario al lavoro Claudio Cominardi e del direttore dell’INL Leonardo Alastra.

“L’aumento delle ispezioni effettuate in agricoltura, e delle conseguenti pratiche irregolari riscontrate, testimonia la maggiore incisività delle attività di contrasto al lavoro nero e al caporalato, che vanno comunque ulteriormente implementate per contrastare quella che si configura a tutti gli effetti come una vera e propria piaga che interessa il primario nazionale”, sottolinea la Confederazione produttori agricoli.

“Bisogna ora proseguire sulla base di questi importanti risultati e intensificare le attività di contrasto a questi tristi fenomeni, nell’interesse della stragrande maggioranza delle realtà agricole che operano in un quadro di legalità e che già da tempo hanno avviato un percorso virtuoso in linea con gli obiettivi della Legge 199/2016”, afferma il presidente della Copagri Franco Verrascina.

“Come Confederazione di produttori agricoli siamo e saremo sempre in prima linea in questa azione di contrasto, per sradicare un triste fenomeno purtroppo presente in maniera capillare sull’intero territorio nazionale”, ricorda il presidente.

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MELINDA, LE NUOVE VARIETÀ PROMOSSE DAI CONSUMATORI
Prodotti
Giovedì 04 Aprile 2019 16:48

Nel corso del 2018 sono state molteplici le occasioni in cui produttori e consumatori hanno assaggiato le varietà di mele delle quali disporrà Melinda nelle annate future, generando un positivo consenso. Test importanti che incoraggiano i frutticoltori delle Valli del Noce a mettere a dimora, già da questa primavera, piante di varietà come Kizuri-Morgana®, Gradisca, Sweetango®, Galant®, Isaaq® e Kissabel®. Quest’ultima è stata inoltre oggetto di un recente studio condotto sull’introduzione nel mercato del frutto dalla polpa rossa, suscitando una reazione molto positiva, confermando nel pubblico coinvolto il concetto di mela bella da vedere, dal sapore unico simile a quello dei frutti rossi, ricca di elementi benefici per la salute, apprezzata in tutti i suoi aspetti organolettici.

Testare preventivamente una nuova varietà è oggi una precisa strategia messa a punto dal marketing di Melinda, in collaborazione con il CIF (Consorzio Innovazione Frutta). Nel corso del 2019 si stanno svolgendo test di valutazione per tutte le nuove varietà Club oggi disponibili così da verificarne il livello di accettazione sul mercato e stabilire quali siano quelle che offrono più garanzie ai soci produttori per il futuro.

Un vero e proprio approccio metodologico di ricerca, necessario per rilevare preventivamente le tendenze del gusto e la motivazione di scelta di consumo di una nuova varietà per posizionarla poi nella maniera corretta, sia dal punto di vista commerciale, individuando i mercati più appetibili, sia marketing, cui spetta il compito di realizzare una “veste grafica” ed un posizionamento strategico in grado di valorizzare i tratti distintivi del prodotto.

“Affidarsi a Istituti di Ricerca accreditati per effettuare test periodici finalizzati a rilevare l’apprezzamento di un nuovo prodotto da parte del consumatore – spiega Andrea Fedrizzi, responsabile marketing e comunicazione Melinda – è sinonimo di serietà di approccio al mercato. E’ evidente che non avremo comunque certezze di successo delle varietà testate ma i margini di errore, tramite questa metodologia, si riducono di molto. I risultati ottenuti rappresentano in ogni caso per noi del marketing informazioni preziose, utili per la futura commercializzazione dei prodotti ma soprattutto indicatori importanti per i frutticoltori a supporto delle loro scelte di coltivazione”.

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PATATA SELENELLA, AL VIA LE VENDITE: “OTTIMA QUALITÀ, MERCATO RICETTIVO”
Prodotti
Giovedì 04 Aprile 2019 14:45

Dopo dieci giorni dall’inizio della raccolta delle Novelle Selenella, i primi dati registrano una “produzione nella norma” con previsioni in aumento per i mesi successivi.

Ottima qualità e colorazione ideale, mentre i volumi ad oggi non sono da annata record – così riferisce Giacomo Accinelli, responsabile agronomico del Consorzio– in quanto l’inverno nelle zone di produzione siciliane è stato freddo e piovoso.

Sono convinto che le Novelle Selenella anche quest’anno conquisteranno i consumatori per gusto e dolcezza: ma la loro particolarità è la delicatezza del sapore e la conformazione della buccia che, data la sua consistenza finissima, può essere consumata senza perdere i preziosi nutrienti e i sali minerali di cui è ricca.”

“Ci aspettiamo un avvio di campagna molto interessante in quanto in questo periodo l’interesse sulle patate è molto alto e il mercato del tubero è molto ricettivo – afferma Massimo Cristiani (nella foto), Presidente del Consorzio Patata Italiana di Qualità. Siamo molto soddisfatti dell’impegno e del lavoro svolto dalle nostre aziende agricole partner che grazie ad una buona programmazione ci consentirà di garantire per i prossimi mesi una copertura adeguata di tutti i nostri Clienti con un prodotto di ottima qualità”.

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“A supporto della campagna Novelle, che di anno in anno si conferma essere sempre più importante e strategica per il Consorzio – aggiunge Cristiani – daremo il via anche al primo flight della campagna pubblicitaria 2019: radio, web e stampa saranno i mezzi che diffonderanno le Novelle Selenella declinate in diversi soggetti, in grado di trasmettere al meglio i valori e le peculiarità di Selenella: la salubrità, la sostenibilità e la produzione 100% italiana, tracciata e certificata, ma anche fonte di Selenio e naturalmente priva di glutine. Un piano di comunicazione ben articolato che prevede l’utilizzo di diversi media tra cui anche alcuni billboard TV ad inizio di trasmissioni in prime time e con un’alta audience.”

Con l’inizio della commercializzazione 2019, le Novelle Selenella si presenteranno sul punto vendita con una nuova veste grafica in linea con gli altri prodotti della gamma in cui si punta ad una informazione chiara e puntuale con i valori del Consorzio subito identificabili.

 

NOVELLE SELENELLA: UNA STORIA 100% ITALIANA

Dalle fertili pianure del nord, la produzione delle patate Selenella si è spinta fino in Sicilia: qui, grazie alle particolari condizioni climatiche, viene coltivata e raccolta la patata “Novella”. Le novelle Selenella maturano prima rispetto alle classiche patate coltivate nel territorio bolognese, potendo offrire con circa due mesi di anticipo l’unicità e l’altissima qualità delle patate Selenella, sempre prodotte secondo il rigoroso sistema di controllo del Consorzio Patata Italiana di Qualità.

Il Consorzio infatti, a tutela della qualità e dell’italianità del prodotto, ha scelto di produrre secondo i disciplinari della produzione integrata e di adottare rigorosi sistemi di certificazione: dalla rintracciabilità di filiera (accessibile anche on-line collegandosi al sito www.selenella.it e digitando il codice di rintracciabilità), con cui si monitora la patata dalla raccolta fino al packaging, alla certificazione qualitativa del prodotto, secondo le stringenti specifiche del disciplinare del Consorzio, che esigono rigorosi controlli pre e post raccolta.

Patata Selenella è 100% italiana, fonte di selenio, gustosa, nutriente e versatile, accessibile e sostenibile sia dal punto di vista ambientale che economico.

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